lunedì 18 dicembre 2017

piccola storia con Enrichetta #10 : dieci soli

Mi è sempre piaciuto prendere il sole.
Lasciare quasi tutti i vestiti, le sovrastrutture del vivere quotidiano e civile e spaparanzarmi come una beata lucertola.
"Fa male il sole. Secca la pelle. Ti fa venire le macchie. Metti la crema 50."
Cinquanta? Come un neonato?

Io penso che il sole faccia davvero bene.
Al corpo, che si fa quasi più asciutto; al viso che diventa, se stai attento a non scottarti, di un bel miele scuro, e soprattutto allo spirito.
Fai la pace con il tuo corpo e sei tutt'uno con l'aria, la sabbia, l'acqua.

Aspetto l'estate per diventare anch'io un sasso tra tanti, immobile,caldo, felice. 

Ecco la storia numero dieci, sul sole, naturalmente:


 Piccola storia con Enrichetta #10 : DIECI SOLI

Anna e Enrichetta prendevano il sole sul prato.
“ Ne vuoi un po’?” Chiese Anna a Enrichetta, offrendole la crema solare.
“No, grazie, ho le piume. Però, che caldo con questo sole.” 
“Lo sai che in Cina dicono che, all’inizio del mondo, di soli ce n’erano dieci, non uno solo?
Erano prìncipi figli di dei, e ogni mattina partivano dal grande gelso sul quale riposavano e, a turno, percorrevano la volta del cielo.”
“ Che cos’è la Cina?” chiese Enrichetta, che voleva sempre rendersi conto di tutto.
“Un paese molto grande e molto lontano dove uomini e donne hanno gli occhi allungati come mandorle, e mangiano riso e bevono the.”

Un giorno i dieci soli ebbero la pessima idea di levarsi nel cielo tutti insieme, per divertirsi un po’.
Il caldo divenne insopportabile.
Fiori ed erba avvizzirono, le foreste bruciavano, mari e laghi e fiumi si erano asciugati, uomini e animali morivano come mosche. 
L’arciere celeste Hou Yi cercò di convincerli a ragionare, a salire nel cielo uno alla volta.
Ma non ci fu verso. 
























Allora prese il suo arco rosso come il fuoco, inserì una delle sue frecce bianche, e mirò verso i soli, paf, colpendoli come palloncini.
E uno, e due, e tre e quattro, e cinque, e sei, e sette, e otto, e nove, e stava per colpire anche il decimo sole, quando si fermò. “Questo può tornare utile.”
E ripose l’arco rosso e le frecce bianche.”

“Dieci soli! Che storia.” Pensò Enrichetta.
“Fa già caldo così.”
E si mise un po’ di crema solare sul becco.
Perché lì non aveva le piume.

gran pizza al "duc do ciat" a Bardonecchia


Siamo clienti affezionati del "duc do ciat", una piccola pizzeria a Melezet, un po' sopra Bardonecchia.
Non so se il nome l'ho scritto bene. Deve essere occitano. Significa: "la tana del gufo", e in effetti vi sono gufi dappertutto. 
Tovagliette con gufi sorridenti, gufi di legno, di paglia, dipinti, intagliati, intrecciati.
Ti guardano con i loro occhioni tondi e ti fanno simpatia.
Il locale ha un po' della cantina scavata nella roccia, intorno a due colonne portanti. Piccolo, accogliente. Devi prenotare per tempo perché la pizza è buonissima e la farinata davvero speciale.
Farine selezionate, ingredienti di ottima qualità, un ricco assortimento di birre da abbinare, servizio attento e veloce anche se c'è sempre tanta gente.
Assolutamente da provare.













Ad accoglierci, tra due mura di neve, un sorridente omino di neve ci offre una "frozen pizza" e una bottiglia di birra.
Per occhi ha due tappi di birra e un sorriso di ciottoli.
Dovete provarlo, questo piccolo posto affettuoso.
Ma prenotate per tempo.

sabato 16 dicembre 2017

Un albero di cristallo per Natale


Quand'ero piccola papà  comprava un abete vero. Lo sceglievamo insieme a Porta Palazzo.
Doveva essere alto e pieno di fronde.
Aveva il vaso, con tanto di radici.

Per me era il più  bello e il più gigantesco di tutti.
Riempiva di un verde lucido quasi tutto il salotto. La sera facevamo i turni ad annaffiarlo,  mia sorella ed io.
Poi, per almeno due giorni, papà  lavorava alle luci.
I decori erano tutti di vetro trasparente, delicati come piccole nuvole. 
Ad ognuno veniva tolto il sigillo con il cordino, e papà  vi inseriva una lucina. Un metodo unico, che ho imparato e trasforma anche ora i miei alberi di Natale in qualcosa di magico.
Sono, con il tempo, andate distrutte la luna che stava in alto e la rosa iridata che stava a metà. Ora trovo solo palle poco trasparenti, prive di quella fantastica iridescenza di una volta.
Qui a Bardonecchia ho fatto un albero tutto bianco, un poco lunare, un albero di cristallo.











Quando preparo l'albero penso sempre a mio padre.
All'amore e alla pazienza che ci metteva, per regalarci una magia unica, che ci teneva incatenate a guardare con gli occhi pieni di meraviglia.

Ricordo che un nostro abete sopravvisse a lungo, finito il Natale, sul balcone di casa.
Allungando rami e caricandosi di piccole pigne, pronto per vestirsi di nuove luci la notte di Natale.

venerdì 15 dicembre 2017

Lusso a Singapore


Singapore, città stato della penisola malese, a un centinaio di chilometri dall'equatore,è- dicono- il quarto centro finanziario mondiale.
38 gradi all'ombra e un pesante tasso di umidità che ti penetra tra pelle e camicia: può non essere il posto più gradevole del mondo.

Ma nell'albergo lussuoso c'è aria condizionata a palla, e sul tetto la grande piscina a sforo davanti a un panorama incantevole.















Per le strade e nei centri commerciali si ricrea l'atmosfera natalizia, un po' incongrua nell'ambiente tropicale, con lo sfarzo di neve sintetica e lustrini e mille ghirlande di luci.








E' tutto lucido, pulito, pettinato, perfetto.
Se butti una cartaccia per terra sei sanzionato in maniera pesantissima.
Un mondo asettico e fiorito, dove puoi comprare tutto il lusso che vuoi; basta avere dei soldi.
Baracche, poveri? Sembrano non esistere.
Li hanno nascosti sotto il tappeto.

piccola storia di Enrichetta #9 : Nove piccole muse



Enrichetta aspettava che Anna finisse di studiare storia.
Aveva giocato nell'erba e mangiato una tazza di semi di mais.
Corse verso Anna, saltando su una zampa sola, così, tanto per farle vedere che era agile e ginnica.
"Che storia mi racconti, oggi?"
"Una storia che parla anche di musica":

Piccola storia di Enrichetta #9 : Nove piccole muse

“Il re degli dei si sposò un giorno con Mnemosine.
Il matrimonio durò solo nove giorni.
E nacquero nove bellissime bimbe, le Muse.
Erano vivacissime e pestifere, e Mnemosine ogni giorno era più stanca del precedente.
Una sera Erato ed Euterpe avevano gettato tutti i gessetti colorati addosso a Polinnia Calliope e Melpomene, che avevano risposto con un fuoco incrociato di cocopops, risociok e anellini al miele.
Clio urlacchiava i nomi degli eroi, e Gea disegnava monti e fiumi sui muri.
Urania dipingeva il tappeto di costellazioni, mentre Tersicore saltava piroettando dal tavolo al lampadario al divano.

Mnemosine capì che stava per diventare pazza. Dopo essersi messa in testa il barattolo del caffè, cercato di lavare la tovaglia con una banana, e di surgelare il gatto, chiamò in soccorso Apollo, lo zio delle Muse.

Apollo era bello come il sole, cantava come un dio e insegnava musica anche ai bimbi delle orchestre Suzuki.
“Qua ci vuole la disciplina della musica!”
Due ore di vocalizzi, tre di solfeggio, due di scale e quattro di canto corale.

Alla fine della giornata le piccole Muse erano così stanche che si addormentavano come sassi.
Mnemosine riacquistò la memoria e la salute mentale. 
























E le Muse impararono a cantare così bene che stravinsero al concorso musicale tra le scuole.

La loro musica era così bella che si fermarono le acque dei fiumi e il monte salì fino al cielo.”

“Esiste un concorso di canto per galline, tipo un X Factor per volatili?” Chiese Enrichetta, interessata.
“Non credo proprio”, rispose Anna.

“Pazienza” sospirò Enrichetta, che, come Anna, aveva davvero un buon carattere.

mercoledì 13 dicembre 2017

piccola storia di Enrichetta #8: quante zampe ha un polpo?








Polpo e patate, polpo alla gallega, con un po' di pimiento rosso: squisito!
Mi piaceva un sacco.
Ora non lo mangio più.
Da quando ho scoperto che il polpo è un animale intelligentissimo, quasi geniale.




La giornalista scientifica Katherine Harmon Courage ne parla nel suo interessantissimo libro:  





Scopriamo che il polpo vive nei fondali sabbiosi,cambia colore a seconda delle necessità, anche 177 volte, è solitario e cannibale, e fin qui niente di che.

Ma scopriamo anche che ha grandi occhi più perfezionati dei nostri, con cui guarda il mondo in modo curioso.

E ha un cervello evoluto molto, molto intelligente.
Utilizza le conchiglie come utensili, ed è in grado di svitare i tappi dei barattoli, anche quelli a prova di bambino.

Insomma, non lo mangio più.

Guardate qua, come apre il barattolo in cui è rinchiuso svitandone il tappo:







Pazzesco, vero?

A proposito, ecco la piccola storia numero otto, da cui si capisce che il polpo ce la fa persino, petulante e tenace, a "impapocchiare" il Signore:



OTTO: COME IL SIGNORE DIEDE AL POLPO 8 PIEDI

Il Signore aveva già fatto tutti gli animali del cielo, della terra e del mare.
Gli restava solo un pezzettino di pongo.
Ne fece una pallina, ci soffiò sopra e lo buttò in mare.
“Ecco il polpo. Ora posso riposarmi un po’.” 
”Signore, Signore.”
Una vocina petulante lo chiamava.
“Sono io, il polpo.” “Cosa c’è? “
“C’è che mi hai fatto solo la testa.”
“Così sei intelligentissimo.”
“ Ma voglio gambe e braccia. Voglio muovermi e pescare e non sembrare solo un grosso testone.“
Il Signore gli plasmò quattro bei tentacoli e stava per ributtarlo in mare.
“Signore, Signore.” “ Ma cosa c’è ancora?”
“Quasi tutti gli animali hanno quattro zampe.Io voglio essere speciale.”
“Ti va bene che sono troppo stanco per discutere.”
Il Signore divise ogni tentacolo in due, facendone otto, ci soffiò sopra  e ributtò il polpo in mare.
























”Otto zampe! Grazie Dio! Mi chiameranno Octopus, quelli che ne capiscono qualcosa!”

“Otto zampe, che esagerazione!” si disse Enrichetta, che era anche un po’ stufa di tutto questo parlare di zampe di dita e di piedi.







Teddy bears da Singapore




Vi piacciono gli orsetti?
A casa mi chiamano Teddy, teddino, per un tratto affettuoso e "orsacchiottoso", per così dire, del mio carattere.
Come si fa a non amare gli orsetti?
Eccone una bella scelta.






































Arrivano da Singapore, in occasione del Natale.