mercoledì 15 novembre 2017

no alla muserola antiabbaio


Il mio cane in affitto, o in temporaneo regalo, è un cane dolcissimo.









Anche se ha alcuni difetti.
Al guinzaglio  tira come una pazza e corri il rischio di disarticolarti un braccio. 
Ama mangiare calzini e piccoli peluches, che poi vomita sui tappeti.
Fa una guardia spietata- è nel suo DNA:un po' cane da guardia e cane pastore-, e sarebbe anche una cosa positiva, se non abbaiasse ad ogni passaggio per le scale o fruscio di ascensore.
Mi sono documentata su internet, la nostra bibbia on line, che, devo dire, risulta alquanto contradditoria.
Dunque alcuni suggeriscono la museruola antiabbaio.
Esiste un aggeggio del genere, morbida, in stoffa e velcro, colorata come desideri.





Ma per bere? Per sbadigliare? Per traspirare?
Povero il mio cane abbaioso.
Sto allenandola al silenzio, parlando sottovoce, spiegandole le cose, come a un bambino.
Vedremo.

Comunque, no alla museruola antiabbaio.

  

Nepal e otto montagne




"In Nepal si dice che il mondo è una ruota a otto raggi. 
Al centro c’è una montagna altissima, il monte Sumeru, intorno otto montagne, i raggi della ruota, e tra di loro otto mari. 
E si domanda il saggio: «Avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?».
Mah. 
Paolo Cognetti, nel suo "Otto montagne", ci parla delle nostre montagne, limpide e asciutte sopra al paesino di Grana. Ci parla di montagne tanto più alte, quelle del Nepal. Di viaggi fuori e dentro di noi.
Ora è anche lui in viaggio nel Nepal, un lungo camminare ai piedi delle cime.
La mia bimba comincerà il trekking domani, da Pokhara.
Per ora ho notizie telegrafiche.
Dalla finestra del suo albergo si vedono le cime dell'Annapurna.




















Che spettacolo incredibile. Le montagne si innalzano sopra un mare di nubi.








Altissime. Fino agli ottomila.

martedì 14 novembre 2017

buona giornata con "le mie parole"di Bersani


Poesia in musica: "le mie parole" di Samuele Bersani.


Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate poi centellinate
sono frecce infuocate che il vento e la fortuna sanno indirizzare
sono lampi dentro un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio dato prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate...
Buona giornata a tutti!


Nepal freddo e lontano


"Avventure nel mondo": così si chiama l'agenzia di viaggi che ha scelto per partire verso il Nepal.
Non ho sue notizie. Ha iniziato il lungo trekking di quattro giorni. Silenzio stampa.






Penso a questo mondo lontano. Di cime altissime, templi colorati, nevi perenni.
Mi sento tagliata fuori. Impotente.

Parlo con il suo cane. Lo coccolo. Per compensazione.

i ciclamini di Amazon


Avevo il balcone nudo.
Solo una selva di disordinate piante grasse, che sembrano le sole a resistere al caldo del versante sud e alle lunghe estati solitarie.
Ho cercato i ciclamini, quelli nani, che resistono al freddo e fanno finta di essere selvatici, ma non hanno profumo.
Li ho cercati sui banchi del mercato, all'Ikea, dove li trovavo sempre, nel mio supermercatino. 
Scomparsi o a prezzi impossibili.
Li ho ordinati su Amazon, anche se non mi sembravano la merce giusta per una spesa on line.
Sono arrivati puntualissimi, rigogliosi, imballati come oggetti fragili con cura maniacale.
Ora sfidano il freddo con i loro colori squillanti.






Ve li consiglio.

autunno dal balcone a Torino


Per essere in pieno centro, non mancano le immagini e i suoni della natura.
Si sente la voce delle  gracule più del tubare dei piccioni. Insistenti e perentorie. 
Le vedo, grandi, lucide e nere in Piazza Arbarello, quando porto giù il cane, Svolazzano tra le foglie accartocciate dei platani.
O stazionano, senza paura, sul bordo dei cestini della spazzatura.
Hanno colonizzato viali tetti e balconi.
Al mattino sento il loro richiamo forte e petulante.
Dal balcone mi godo la fine dell'autunno.













Uno sprazzo di sole intenso tra il fogliame secco,
Uno spicchio d'azzurro.
Che bello.

lunedì 13 novembre 2017

primo giorno a Kathmandu



È arrivata a Kathmandu. Pare che il clima sia mite. C'è il sole. i compagni di viaggio sembrano simpatici.
Questo è il loro piccolo hotel, sobrio e spartano.
Lussuoso rispetto alle sistemazioni future.












Una cena veloce, molto speziata ma buona, e poi a dormire, in vista del grande trekking.
Che ansia.
Qui in Italia il cane è dolce, peluscioso, abbaioso.